Saluzzo, per le sere fredde d'inverno invitante è il “Cappotto” al Teatro del Marchesato

Venerdì 25 gennaio al Teatro del Marchesato, “la prima” della commedia in due tempi di Valerio Dell’Anna, ispirata al racconto di Gogol.

Ne parla il regista. In scena il cast della Compagnia “ La Scossa

 

In scena “Il Cappotto” commedia in due tempi di Valerio Dell’Anna, ispirata all’omonimo racconto di Nicolaj Gogol, il più noto dell’autore.

Protagonisti gli attori de “La Scossa”, storica compagnia nata nel 1998, di cui è direttore il regista e che, da quella data allo scorso anno, ha portato sul palcoscenico del circolo teatrale saluzzese, 17 lavori.

Sulla commedia al debutto, alcune domande a Dell’Anna ex magistrato, da vent’anni al Tdm, una passione per il teatro fin dai tempi del liceo, autore di numerosi  testi  ( tra i quali Capodanno d’estate, Melò d’Antan, ispirato a Rashomon, La tiella) in scena spesso nella doppia veste di interprete e regista.

 

Quali le motivazioni alla base di questo terzo titolo in cartellone?

"Per la  ricerca di un testo da poter mettere in scena ho dovuto tener conto delle risorse umane disponibili. Questo condizionamento è una costante fin da quando, da direttore della Compagnia (quest’anno è il ventesimo anniversario), mi son preso la briga di decidere quale testo preparare.

La scelta è sempre avvenuta sentito il parere degli attori/attrici destinati a ruoli primari. Per “il Cappotto” affascinato dall’omonimo testo dai Racconti di Pietroburgo, ho provato a tradurre in forma drammatica le vicende del povero Akakij.

La condizione umana di certi individui anonimi, maltrattati, oppressi quando non del tutto  ignorati dai propri simili appartiene a tutti i tempi ed a tanta letteratura. A questo archetipo alludeva Dostojewski, che ben conosceva il mondo dei derelitti, quando affermava  “tutti siamo usciti dal cappotto di Gogol”. Il personaggio di Fantozzi, che pure associamo a film comici, era l’intelligente ed amara versione di quella condizione. 

Per motivi di cast il protagonista maschile del racconto è diventato femminile e le vicende del testo teatrale sono spesso lontane dal racconto. Ci sono anche personaggi inventati di sana pianta. Il sarto, che io stesso interpreto in una scena, somiglia molto vagamente all’ originale".

 

Cosa il pubblico potrà portare a casa dopo la visione della commedia?"

"Tradurre per il teatro un testo così bello è stato uno sforzo appassionante e mi scuso solo per la presunzione che mi ha trascinato. Quello che ho cercato di conservare è la morale di fondo del racconto: un cappotto ti può fare felice o infelice, ti può guadagnare almeno l’attenzione di chi ti conosce, la sua perdita è una sciagura. In un tempo come il nostro in cui l’apparire e il comparire sembra vitale più che lo stesso “essere” il racconto di Gogol manifesta il suo profilo perpetuo. Il finale è liberamente tradotto con qualche personale suggestione che spero possa piacere". 

Gli interpreti sono tutti bravi -  li elogia il direttore - "hanno lavorato con serietà e dedizione, in uno spirito collaborativo che per me è una delle parti preziose di questa attività". 

 

Eccoli  gli interpreti: Elsa: Tiziana Rimondotto, Sig.ra Zerilli: Lucetta Paschetta, Sig.ra Francino: Paola Isoardi, Sig.ra Pia: Pia Cappelli Ghigo; Basilio: Valerio Dell’Anna; un rapinatore, un agente: Giorgio Lusso; un graduato, un sottufficiale: Andrea Fenoglio; il cinese: Davide Gagna.

Assistente alla regia: Isabella Signorile; allestimento Mario Aigotti; consulenza musicale Enrico Sabena; luci, suoni, proiezioni Franco Carletti. Regia:  Valerio Dell’Anna. Trucco Camilla Dalmasso “Il bello delle donne” Manta. Con la collaborazione della Scuola di Danza Grazia Piccat.

 

http://www.targatocn.it/2019/01/24/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/saluzzo-per-le-sere-fredde-dinverno-invitante-e-il-cappotto-al-teatro-del-marchesato.html

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